La Sicilia è davvero grande. A dispetto della superficie, che seppure ampia, non lo è particolarmente rispetto ad altre regioni d'Italia, quello che colpisce è la varietà. Varietà di paesaggi, con tutto il connesso cambiare, quasi a vista d'occhio, della conformazione del territorio (imponenti catene di montagne, colline e dolci declivi, aspri pizzi rocciosi, vulcani), delle coste, che passano in pochi chilometri dal biondo dorato delle sabbie chiare la grigio o nero delle spiagge vulcaniche, tra le più suggestive le spiagge di sabbia nera e cristallina. Ma varietà anche delle specie arboree: la semplice macchia mediterranea, i giardini lussureggianti e monumentali, i boschi, le variegate culture (aranceti a distesa ordinata, fichi d'india, verdure e ortaggi bassi, oliveti e mandorleti e quant'altro) e l'incolto suggestivo e impressionante. Inomma basta spostarsi di pochissimo e pare di cambiare spazio geografico e mentale. La zona più ricca è sicuramente la Costa Orientale. Qui in poco meno di 200 km, da Taormina a Porto Palo, si assiste al magnifico alternarsi di tutti i possibili paesaggi: mare, vulcani, paesaggi umani e quasi divini nella loro intatta solitudine, e le coste e il variare dei colori del mare: una esperienza sicuramente non facile da dimenticare. Se a questo si aggiunge la varietà delle espressioni artistiche che si possono incontrare in questo viaggio, si resta impressionati. Dai teatri greci alle cattredali barocche, dai rigori del normanno (castelli federiciani in posizioni magnifiche, chiese che uniscono la spiritualità del romanico alla calda potenza della pietra lavica) alle leggerezze del Liberty, dalla eleganza di città disegnate e pensate razionalmente alla tipica e libera irregolarità di abitati di impianto medievale. L'elenco potrebbe continuare, ma si rischia la sindrome di Stendhal già solo a parlarne....